La fisica nel secolo XX


Zuse - L'elaboratore nasce in Europa



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Zuse - L'elaboratore nasce in Europa

Autore: Konrad Zuse

Anno Pubblicazione: 1975 Editore: Etas Libri Milano Pagine: 184

Collana: Un secolo di calcolo automatico Numero:

Copia in vendita presso: al costo di:

Note Autore: Wikipedia:

Konrad Zuse (Berlino 22 giugno 1910 - Hünfeld 18 dicembre 1995) è stato un pioniere dell'informatica e viene

considerato come l'inventore del computer moderno. Nei difficili anni della Repubblica di Weimar si mantenne

agli studi vendendo propri quadri in stile futurista secondo la tendenza dell'epoca; coltivò poi la pittura come

hobby per tutta la vita. Divenuto giovane ingegnere aeronautico, avrebbe voluto affermarsi come progettista,

approfittando del grande sviluppo dell'aviazione militare tedesca legato all'ascesa del nazismo. Iniziò ad

interessarsi all'informatica per poter eseguire in fretta e senza fatica i molti e complessi calcoli necessari per

la progettazione dei velivoli. Fu così che Zuse intraprese nel 1936 la progettazione e la costruzione di una

macchina in grado di eseguire calcoli velocemente, ma dotata di una certa versatilità d'uso. Il prototipo dello

Z1 venne costruito in casa dei genitori, che lo aiutarono economicamente, ma non videro di buon occhio

questa sua nuova iniziativa. La prima macchina di Konrad Zuse presentava una struttura già molto simile a

quella dei moderni computer: era programmabile, dotata di unità di memoria e di un'autonoma unità di calcolo

in virgola mobile basata sul sistema binario. Inoltre lo "Z1" funzionava ad una velocità di clock generata da un

motore elettrico, regolabile manualmente con un potenziometro da un minimo di circa 0,3 cicli al secondo fino

al massimo di 1 hertz, cioè un ciclo di calcolo al secondo. Le istruzioni venivano immesse tramite un nastro di

celluloide perforato simile ad una pellicola cinematografica, sul quale venivano poi scritte anche le risposte

del calcolatore. La macchina di Zuse utilizzava la tecnologia elettromeccanica disponibile negli anni '30, ed

era basata su un originale sistema di memorie meccaniche a levette ed incastri azionate da un motore

elettrico, che la rendevano simile nell'aspetto e nel suono prodotto ad una specie di grosso centralino

telefonico poggiato su tavolo, anziché in verticale. Zuse la denominò inizialmente "V1", dove "V" è l'iniziale in

tedesco di "Modello Sperimentale". Successivamente per non creare confusione con i più tristemente noti

razzi di Von Braun, Zuse denominò la macchina "Z1", dall'iniziale del proprio nome. Soltanto durante la

seconda guerra mondiale Zuse iniziò ad utilizzare i relè, dapprima solo per le unità di calcolo della macchina

Z2 (1938-1939), e successivamente per tutti i componenti della macchina Z3 (1939-1941). Il calcolatore "Z1",

completato da Zuse nel 1938, deve essere considerato in assoluto come il primo computer moderno, avendo

anticipato di alcuni anni il Colossus, realizzato nel 1944 dal geniale matematico inglese Alan Turing per la

decifrazione dei messaggi prodotti dalla macchina Enigma, usata dalle forze armate tedesche per le

comunicazioni militari durante la seconda guerra mondiale, nonché i primi enormi calcolatori programmabili a

valvole prodotti in Inghilterra e negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni '40. A Konrad Zuse si deve

anche l'invenzione del primo linguaggio di programmazione della storia, ideato per fornire le istruzioni allo

"Z1": il Plankalkül (Calcolo del Piano). Negli anni seguenti e soprattutto nel secondo dopoguerra Zuse

proseguì i suoi studi realizzando macchine sempre più avanzate e perfezionate, e fondando una propria

impresa di produzione di computer, la "Zuse KG", che ebbe un grande successo commerciale fino agli anni

'70. Konrad Zuse venne insignito di molti prestigiosi premi scientifici internazionali, e gli vennero conferite

molte lauree honoris causa dalle più importanti università del mondo.

Note Testo: Il volume in oggetto è l'autobiografia di Konrad Zuse in cui egli descrive la sua vita dagli anni del liceo fino a

circa il 1969, anno in cui la sua azienda Zuse A. G. fu completamente assorbita dalla Siemens e Zuse, libero

ormai dai gravosi impegni manageriali, potè tornare ai "diletti studi" occupandosi specialmente di automi

cellulari. Questo volume è quindi l'opera di riferimento per la conoscenza di Konrad Zuse. Esso fu pubblicato

con il titolo "Der Computer - Mein Leberswerk" la prima volta nel 1970 (Verlag Moderne Industrie, Munchen)

ed è stato tradotto in italiano a cura di Mario G. Losano.

Note Volume: In 8°. Rilegatura telata editoriale. 42 figure in bianco e nero nel testo.

Catalogo 86

Argomento: Astronomia/Cosmologia

Titolo: Le meraviglie dell'elettricità cosmica

Autore: Edmondo Vicentini

Anno Pubblicazione: 1932 Editore: Edizione popolare Pagine: 179

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: Libreria Naturalistica Bologna al costo di: € 18,00

Note Autore: Non sono state reperite informazioni attendibili sull'autore del volume, ma risulterebbe che all'Aquila, sua città

di origine, esista una via a lui dedicata.

Note Testo: Edmondo Vicentini in questo volume parte da una constatazione abbastanza corretta per arrivare però, con

una spiegazione del tutto illogica, a risultati paradossali. Vicentini infatti afferma che la radiazione solare, che

viene captata dalla terra con enorme intensità, non può derivare dalla semplice combustione della massa di

materia che costituisce il sole perché, se così fosse, il sole si sarebbe da tempo consumato totalmente.

Questo fatto, al tempo in cui il Vicentini ha scritto il volume, aveva però già una sua plausibile spiegazione con

l'ipotesi che la la fisica delle stelle fosse basata su un processo di trasmutazione diretta della materia in

energia. Questo processo, di enorme resa rispetto a quello della combustione chimica, non era stato ancora

riprodotto in terra su scala industriale poiché non era ancora stata realizzata la reazione a catena, ma

l'ipotesi che il suddetto processo operasse nel sole era sufficiente a spiegare il basso consumo di materia a

fronte della corrispondente grossa produzione di energia. La spiegazione di Vicentini è invece del tutto

cervellotica. Egli infatti afferma che tra sole e terra esiste un enorme campo magnetico le cui linee di forza

vengono tagliate dal moto di questi corpi, di modo che "per vincere la resistenza che al loro passaggio

oppongono gli involucri atmosferici, cattivi conduttori d'elettricità, esse (le linee di forza), si trasformano, in

parte, in luce e calore, dando così luogo a quel grandioso fenomeno luminoso e calorifero che, l'uomo, solo in

ubbidienza all'inevitabile impressione materiale che un simile fenomeno non può non esercitare su di esso,

attribuisce completamente al sole!!...". Una conseguenza di questa spiegazione è che la superficie solare

dovrebbe essere a temperatura bassa, ad esempio comparabile a quella della terra e, quindi, in grado di

ospitare esseri viventi, che, afferma Vicentini, sarebbe molto bello andare a conoscere!!

Note Volume: Formato in 8°. Brossura editoriale. Figure in bianco e nero nel testo.

Catalogo 87

Argomento: Elettronica/Radiotecnica

Titolo: Misure radioelettriche

Autore: Nino Solina

Anno Pubblicazione: 1939 Editore: Società Editrice Dante Alighieri Pagine: 208

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: al costo di:

Note Autore: L'autore del volume Nino Solina si autodefinisce nella prima pagina di copertina come:

- Ingegnere dell'istituto superiore di Fribourg.

- Tecnico superiore del Reale Politecnico di Torino.

- Assistente ordinario di elettrotecnica nel Regio Istituto Tecnico Industriale "Alessandro Volta" di Napoli.

Non è stato possibile reperire sul suo conto altre informazioni, tranne che dagli anni 30 fino ai 50 del 1900 fu

molto attivo nella pubblicazione di libri di argomento "misure di grandezze elettriche" e, tra i molti titoli,

ricordiamo:

• Gli apparecchi di misura del radiotecnico.

• Manuale di misure elettriche pratiche.

• Misure elettriche : tecnica di misure industriali e di laboratorio : manuale pratico di strumenti e misure per

elettrotecnici.

• Misure di intensità tensione e potenza elettrica.

• Guida pratica per la misura delle resistenze elettriche

• Misure radiotecniche

• Misure e prove sui tubi elettronici riceventi

Note Testo: Il testo comprende 13 capitoli relativi ai seguenti argomenti:

1 - Apparecchi sussidiari.

2 - Strumenti di misura.

3 - Taratura degli strumenti di misura.

4 - Ondametri ed oscillatori.

5 - Taratura degli ondametri ed oscillatori.

6 - Misure di resistenze in alta frequenza.

7 - Misura dei coefficienti di autoinduzione e di mutua induzione in alta frequenza.

8 - Misura della capacità dei condensatori in alta frequenza.

9 - Misure sulle antenne.

10- Misure sulle bobine e sui telai.

11- Rilievo delle curve caratteristiche dei cristalli e dei tubi elettronici.

12- Determinazione e misura dei parametri dei tubi elettronici.

13- Prove sui tubi elettronici e sui radio-ricevitori.

Il volume è dedicato agli allievi degli Istituti Tecnici Industriali e si distingue per il suo carattere

eminentemente pratico, anche se si mantiene comunque tecnicamente rigoroso.

Note Volume: Formato 22 cm. Brossura editoriale. Contiene 235 figure in bianco e nero nel testo rappresentanti numerosi

schemi elettrici e foto e disegni di apparecchi di misura.

Catalogo 88

Argomento: Fotografia

Titolo: Enciclopedia fotografica

Autore: Rodolfo Namias

Anno Pubblicazione: 1911 Editore: Il Progresso Fotografico Milano Pagine: 766

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: Libreria il Bulino, Lissone (Milano) al costo di: € 130,00

Note Autore: Rodolfo Namias (1867-1938), un uomo che ha dedicato tutta la vita alla fotografia, ha tra l'altro messo a punto

il processo di sbianca che permetteva l'inversione da negativo a positivo delle prime lastre fotografiche a

colori. Namias è stato grande chimico e proprietario di una ditta di prodotti chimici per uso fotografico, autore

di molti libri, socio di Mario Ganzini per la produzione di ottime fotocamere e fondatore, ancora con Ganzini,

della rivista Progresso Fotografico (1894).

Note Testo: Corposo ed esaustivo trattato sulla fotografia corredato da moltissimi disegni e illustrazioni fotografiche

intercalate nel testo. Tra i temi trattati: la luce, le lenti e gli obbiettivi, i diversi tipi di apparecchi fotografici e di

fotografie, la telefotografia, la fotografia stereoscopica, il processo negativo, lo sviluppo delle lastre e

pellicole, la ferrotipia, l'intonazione o viraggio delle copie, il processo di stampa positiva al platino, carta al

pigmento e carbone, processo alla gomma, gli apparecchi di proiezione, curiosita', sui prodotti chimici usati.

Note Volume: Formato in 8°. Brossura editoriale. Con 209 figure in bianco e nero nel testo e 40 illustrazioni fuori testo.

Catalogo 89

Argomento: Industria/Tecnologie

Titolo: Tecnologia del legno

Autore: Giuseppe Guidi

Anno Pubblicazione: 1953 Editore: Casa Editrice Marzocco Firenze Pagine: 482

Collana: Manuali Tecnici Marzocco Numero:

Copia in vendita presso: Libreria il Bulino, Lissone (Milano) al costo di: € 45,00

Note Autore: L'autore del volume, Ing. Giuseppe Guidi, è stato ordinario di tecnologia meccanica nel Regio Istituto

Nazionale Industriale "A. Rossi" di Vicenza.

Note Testo: Il volume espone, in modo organico e senza prolissità, la tecnologia del legno, dallo studio delle varie

essenze alle prove, dagli attrezzi comuni alle più moderne macchine. Questo manuale, i cui pregi essenziali

sono la chiarezza, la semplicità e la precisione, è principalmente indirizzato agli studenti degli Istituti Tecnici

Industriali.

Note Volume: Formato in 16°. Brossura cartonata editoriale. Contiene 314 illustrazioni in bianco e nero nel testo.

Catalogo 90

Argomento: Chimica

Titolo: Lezioni di chimica elementare

Autore: Henry Enfield Roscoe

Anno Pubblicazione: 1873 Editore: Francesco Vallardi Milano Pagine: 436

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: e-bay al costo di: € 22,00

Note Autore: (Londra 7.1.1833 - Leatherfield, Surrey, Inghilterra 18.12.1915) Chimico, storico della chimica e organizzatore

scientifico inglese. Si laureò in chimica presso lo University College di Londra (1853), dove sulla sua

formazione ebbero particolare influenza T. Graham e A.W. Williamson. Completò la sua educazione in

Germania, nel laboratorio di R.W. Bunsen, presso l’Università di Heidelberg dove, nello stesso anno,

conseguì il dottorato di ricerca. Lavorò continuativamente con Bunsen fino al 1856 e nei periodi estivi nel 1859

e 1862. Con Bunsen R. studiò in particolare la combinazione fotochimica dell’idrogeno e del cloro, ma gran

parte delle sue ricerche recano in qualche modo l’impronta della sua collaborazione con Bunsen. Nel 1857 fu

nominato professore di chimica presso l’Owens College di Manchester, dove successe a E. Frankland.

Roscoe ebbe un ruolo fondamentale nel migliorare le sorti del College (che era pressoché agonizzante

all’atto della sua assunzione) e nel favorirne lo sviluppo mediante una connessione sempre più stretta con il

tessuto economico della regione, fino alla successiva costituzione del College come Università di

Manchester. Nel 1863 Roscoe fu eletto membro della Royal Society, della quale fu in seguito vicepresidente.

Convinto della validità del sistema di istruzione tedesco nell’insegnamento scientifico, ne trapiantò in

Inghilterra i metodi, strutturando i laboratori di chimica del College sul modello tedesco e costituendo con essi

importanti parametri di riferimento per il sistema educativo superiore inglese. Fece anche parte di numerose

commissioni istituite nell’Inghilterra all’epoca, sia con scopi di polizia sanitaria (come la Commission on

Noxious Vapours), sia per affrontarne i problemi educativi (come la Commission on Technical Instruction).

Eletto membro del parlamento inglese, nel 1886 si trasferì a Londra. Nel 1881 Roscoe fu il primo presidente

della Society of Chemical Industry, nel 1884 gli fu conferito il titolo di "sir" per i suoi meriti in campo educativo

e, tra il 1896 e il 1902, fu vicecancelliere dell’Università di Londra.

Le ricerche di R. si incentrarono sui problemi connessi all’azione chimica della luce, sullo studio del vanadio

(che per primo ottenne in forma pura per riduzione del relativo dicloruro) e dei suoi composti. Ma molto più

della sua opera di ricerca originale, fu di grandissima importanza la sua opera didattica, che formò un’intera

generazione di chimici e biochimici inglesi.

Note Testo: Il volume è particolarmente interessante poiché è stato scritto in un'epoca (1871) in cui lo sviluppo della

chimica stava affrontando svolte cruciali e fondamentali. Gli elementi chimici considerati nel testo, nella parte

dedicata alla chimica inorganica, sono tutti quelli allora conosciuti, ossia in totale 63 elementi. Nel testo viene

riconosciuta la composizione atomica degli elementi poiché si era verificato che gli elementi si uniscono

insieme a formare composti nelle proporzioni indicate dai loro pesi di combinazioni semplici o multipli. Di

conseguenza ".. , a spiegare questo fatto noi riteniamo che tutta la materia sia formata di piccolissime

particelle, le quali sono chimicamente indivisibili e chiamansi atomi, e che l'atomo di ciascuna sostanza

elementare differisce essenzialmente da quello di qualsiasi altra. Tutti gli atomi di ciascun elemento sono

simili e i composti chimici si formano collo aggregarsi di atomi non simili". Nulla viene ipotizzato sulla

struttura degli atomi, ma, basandosi su queste conoscenze, si ha la possibilità di determinare, con vari metodi

e con risultati più o meno precisi, il "peso atomico" degli elementi, intendendo con ciò non il peso assoluto

dell'atomo degli elementi, ma il rapporto tra il peso dell'atomo dell'elemento preso in considerazione ed il peso

di un atomo di un elemento di riferimento. Il testo di Roscoe riporta quindi uno dei primi tentativi di costruzione

della tavola periodica degli elementi, introdotta da Mendeleev (senza peraltro nominarlo) nel 1869, in cui gli

elementi vengono posti in ordine di peso atomico (invece che di numero atomico, ossia di numero di protoni,

come si usa più correttamente oggigiorno) e si può osservare che gli atomi di un gruppo di elementi di

caratteristiche chimiche simili si distinguono dagli atomi di un altro gruppo perché il loro peso atomico è

differente, atomo per atomo, sempre di uno stesso numero di unità.

Note Volume: Formato 19 cm. Rilegatura non editoriale. Contiene 58 figure in bianco e nero nel testo ed una tavola a colori

delle righe spettralii di diversi elementi.

Catalogo 91

Argomento: Industria/Tecnologie

Titolo: Les merveilles de la Science / Les merveilles de l'Industrie

Autore: Louis Figuier

Anno Pubblicazione: 1870 Editore: Ancienne Librairie Furne, Paris Pagine: 703+731

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: Librairie Les Chants de Maldoror al costo di: € 150,00

Note Autore: Guillaume Louis Figuier, nato a Montpellier nel 1819, morto a Parigi nel 1894, è uno scrittore e volgarizzatore

scientifico francese. Dottore in medicina nel 1841, Figuier fu nominato, nel 1846, professore alla scuola di

farmacia di Montpellier, poi alla Ecole de Paris. E' qui che egli intraprende una serie di esperienze

fisiologiche allo scopo di dimostrare, contrariamente alle idee di Claude Bernard, che il fegato ha per ruolo,

nell'organismo, di condensare lo zucchero che esiste nel sangue. Questa lotta scientifica tornerà a suo

svantaggio e Figuier abbandonerà per sempre la sperimentazione. Già conosciuto nell'ambiente scientifico

per numerose memorie pubblicate dal 1847 al 1854 negli Annali di scienze, al Giornale di farmacia e alla

Rivista scientifica, Figuier si è soprattutto reso popolare per degli scritti di scienza e di storia volgarizzati.

Figuier tenta così di creare un genere nuovo, il « teatro scientifico », una serie di 'pièces' aventi per eroi i

grandi inventori o i grandi sapienti, ma il pubblico non lo seguì che modestamente. Nel 1855, Figuier

rimpiazza Victor Meunier come redattore del supplemento scientifico di La Presse. I suoi articoli pubblicati

settimanalmente dal 1856 fino alla sua morte, sono stati riuniti in un volume intitolato "Année scientifique et

industrielle ou Exposé annuel des travaux, etc."

Note Testo: Il volume in oggetto è costituito dalla rilegatura in un volume unico di un tomo della pubblicazione in 4 tomi

intitolata "Les Merveilles de la Science ou description populaire des inventions moderne" e di un tomo della

pubblicazione, sempre in 4 tomi, intitolata "Les Merveilles de l'Industrie ou Description des principales

industries modernes". Ciascun tomo raccoglie le descrizioni monografiche dello stato dell'arte di industrie o

di sperimentazioni scientifiche. Più precisamente, nel primo tomo incluso nel volume si parla di tecniche e

sperimentazioni relative a:

- Il telegrafo aereo.

- Il telegrafo elettrico.

- Il telegrafo sottomarino e il cavo transatlantico.

- La galvanoplastica.

- Il motore elettrico.

- Gli orologi elettrici.

- Gli aerostati (e il paracadute).

- L'anestesia

Mentre nel secondo tomo si parla di industrie per la produzione di:

- Zucchero.

- Carta.

- Carta colorata.

- Il Cuoio e le Pelli.

- Il Cautchou e la Guttaperga.

- La tintura delle stoffe.

Note Volume: Formato in 4°. Rilegatura in cartone rosso con iscrizioni e decorazioni incise. Numerose illustrazioni e

schizzi in bianco e nero nel testo.

Catalogo 92

Argomento: Scienze Naturali

Titolo: Mineralogia, fisica terrestre, geologia storica e antichità dell'uomo

Autore: Francesco Virgilio

Anno Pubblicazione: 1909 Editore: Casa editrice G. B. Petrini Torino Pagine: 310

Collana: Numero:

Copia in vendita presso: Passaggio segreto (libreria on-line) al costo di: € 30,00

Note Autore: Il dott. Francesco Virgilio è stato libero docente di geologia nella Regia Universtà di Torino ed è stato

professore nella Regia Scuola Normale D. Berti e nella Regia Scuola Tecnica G. Someiller di Torino. Oltre

alla pubblicazione di testi per le scuole medie eper i licei il dott. F. Virgilio è noto per aver studiato nel 1882

fenomeni geologici come le cosiddette "marmitte dei giganti", fenomeni geomorfologici risalenti all'era

quaternaria: sono visibili in Piemonte nella zona del ponte del diavolo nel Parco Regionale la Mandria. Se ne

contano 21 dislocate a quote diverse su 18 metri dal livello della Stura. Fu anche curatore dal 1879 del

Bollettino del Club Alpino Italiano che fu pubblicato trimestralmente in modo più o meno regolare fino al 1912.

Note Testo: Il testo è suddiviso in tre parti relative ai seguenti argomenti:

- Mineralogia.

- Fisica terrestre.

- Geologia storica ed antichità dell'uomo.

Per quel che riguarda la fisica terrestre il volume è decisamente all'avanguardia perché ad esempio

riconosce come teoria più accreditata per la causa dei terremoti "siccome prodotti da subitanee fratture di

ingenti massa rocciose profonde, allorchè queste, soggette a pressioni laterali enormi ed obbligate a

piegarsi, ripiegarsi, rovesciarsi in milla guise, originando i rilievi superficiali terrestri, raggiungono il limite

di flessibilità". Non avendo comunque una teoria sufficientemente convalidata per l'origine dei rilievi

superficiali terrestri (orogenesi) ne elenca ben cinque, dando però la preferenza alle teorie della contrazione

(corrugamenti superficiali della crosta terrestre dovuti alla diminuizione del volume della terra in seguito al

raffreddamento) e della isostasia (figura di equilibrio della superficie terrestre dovuta all'esistenza di parti

superficiali più o meno dense) e dando invece meno credito alla teoria dello scorrimento di masse superficiali,

che invece è risultata la teoria vincente all'avvento della "tettonica a zolle". Nel caso del comportamento dei

ghiacciai, non tenedo conto di variazioni di temperatura globali, viene constatato che essi possono avanzare,

stazionare o regredire con un periodo di 20-30 anni.

Note Volume: Formato in 8°. Rilegatura non editoriale in cartoncino. 202 figure (disegni e foto) in bianco e nero nel testo.

Catalogo 93

Argomento: Astronomia/Cosmologia

Titolo:



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