La fisica nel secolo XX



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Dizionario Fotografico

Autore: Luigi Gioppi

Anno Pubblicazione: 1892 Editore: Ulrico Hoepli Milano Pagine: 600

Collana: Manuali Hoepli Numero:

Copia in vendita presso: al costo di:

Note Autore: Il Dr. Luigi Gioppi fu attivissimo autore di testi di tecnica fotografica a fine '800. Oltre al Dizionario

Fotografico risultano da lui pubblicati i seguenti testi:

- La fotografia industriale : fotocalchi economici per le riproduzioni disegni, piani, carte, musica, …. (1898).

- La fotografia secondo i processi moderni : compendio teorico-pratico (1890).

- Manuale del dilettante di fotografia / Leone Vidal ; traduzione italiana per cura di Luigi Gioppi (1886).

- Manuale pratico di fotografia alla gelatina-bromuro d'argento (1887).

Il Gioppi fu anche fondatore a Milano nel 1890 del periodico a larga diffusione "Il Dilettante di fotografia", in

cui si espresse più volte a favore della tendenza del "pittorialismo" in fotografia.

Note Testo: Il Dizionario fotografico viene descritto fin dalla copertina come uno strumento " ad uso dei dilettanti e

professionisti : contenente oltre 1500 voci, in quattro lingue, esposte per ordine alfabetico, nonché 500

sinonimi e 600 formole". Il volume estremamente tecnico è un compendio di tutto quanto all'epoca conosciuto

sulla tecnica fotografica, dagli apparecchi alle emulsioni, dalle carte alle lenti, dai bagni di sviluppo alle lastre,

ecc. Anche una lettura superficiale fa comunque comprendere che il fotografo era allora costretto a

realizzare molto del materiale che intendeva usare, anche, perché no, la stessa macchina fotografica.

Note Volume: Formato 16 cm. Rilegatura editoriale. 106 incisioni in bianco e nero nel testo e alcune tavole, anche a colori,

fuori testo.

Catalogo 78

Argomento: Enciclopedie/Manuali

Titolo: Manuale dell'ingegnere

Autore: Giuseppe Colombo

Anno Pubblicazione: 1950 Editore: Ulrico Hoepli Milano Pagine: 1449

Collana: Manuali Hoepli Numero:

Copia in vendita presso: Libreria San Gallo Firenze al costo di: € 15,00

Note Autore: (Wikipedia) Giuseppe Colombo (Milano, 18 novembre 1836 – gennaio 1921) è stato un ingegnere,

imprenditore e politico italiano. Ebbe un ruolo di grande importanza per la crescita dell'industria a Milano ed

in Italia. Allievo di Francesco Brioschi. Fu professore presso la Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri di

Milano. Nel 1865 ricoprì la cattedra di Meccanica e Ingegneria Industriale dell'Istituto Tecnico Superiore di

Milano, la scuola superiore che stava per diventare il Politecnico di Milano. Tra i suoi allievi vi fu, Enrico

Forlanini. Imprenditore lungimirante, dette una forte spinta alla nascita dell'industria elettrica italiana. Si recò

nel 1882 da Thomas Edison e con lui definì il progetto di una centrale elettrica da costruire a Milano. Sotto la

sua guida energica ed intelligente il 28 giugno 1883 a Milano, nella centrale via Santa Redegonda, poté

essere inaugurata la prima centrale elettrica europea. Attivissimo promotore dello sviluppo industriale italiano,

nel 1877 dette alle stampe la prima edizione del Manuale dell'ingegnere, definendolo nella presentazione: «un

manuale pratico, quasi interamente composto di numeri e tabelle, redatto in stile pressoché telegrafico». Tale

manuale fu stampato presso l'editore Ulrico Hoepli di Milano che ha continuato a curarne la stampa,

aggiornandolo e rivedendolo di volta in volta, fino ai giorni nostri. L'importanza di tale manuale risiede nel fatto

che fu la prima pubblicazione tecnica di tipo manualistico dedicata all'ingegneria realizzata in Italia. L'opera,

con ritardo rispetto a paesi come la Germania o l'Inghilterra, colmò il vuoto che l'Italia aveva nel settore. Nel

1891 fu ministro delle finanze e nel 1896 ministro del tesoro. Dal 1899 al 1900 fu presidente della camera.

Note Testo: Il Manuale dell'ingegnere civile e industriale è stato la guida pratica di generazioni di ingegneri per decenni,

con numerosissime riedizioni. L'Autore, docente di ingegneria al Politecnico di Milano, si indirizzava, nella

prefazione delle prime edizioni del volume, "ai soli ingegneri… non un trattato quindi ma un manuale pratico

composto di numeri e tabelle". Il volume in oggetto è in particolare la ristampa dell'edizione del Gennaio 1939

per la quale, essendo deceduto Colombo nel 1921, era operativo il comitato di redazione a cui Colombo aveva

affidato la continuazione della sua opera, ossia ai colleghi, ingegneri Alimonti, Baroni, Belluzzo, Giordano e

Semenza, da tempo suoi collaboratori. Dal 1933, ai quattro colleghi superstiti (Semenza era deceduto nel

1929) si affianca il "segretario del comitato di redazione", Rossi, che curerà in seguito, fino all'ottantesima, le

edizioni del dopoguerra.

Note Volume: In 24°, brossura semi-rigida. 845 figure e 508 tabelle. 71a-75a edizione rinnovata ed aumentata.

Catalogo 79

Argomento: Biologia/Medicina

Titolo: La fisica della vita

Autore: Guido Cremonese

Anno Pubblicazione: 1928 Editore: Paolo Cremonese Editore in Roma Pagine: 147

Collana: Collezione Omnia Numero: 9

Copia in vendita presso: al costo di: € 22,00

Note Autore: Non sono state reperite informazioni sull'autore del volume ad eccezione del fatto che i suoi studi erano

ritenuti essere basati su ipotesi un poco azzardate.

Note Testo: Il volume inizia con una descrizione della vita e di come essa si esprime attraverso le cellule e i loro

meccanismi di riproduzione. L'autore non ha ovviamente ancora nessuna nozione sul DNA, ma tuttavia

riconosce per la riproduzione la centralità degli organi cellulari rappresentati dai cromosomi. L'autore poi si

avventura in un tentativo di ipotesi sull'origine della vita per la quale ritiene di fondamentale importanza

l'azione di radiazioni di origine soprattutto solare.

Note Volume: Formato in 16°. 4 figure in bianco e nero. Rilegatura non editoriale con titolo inciso in oro sul dorso.

Catalogo 80

Argomento: Vari

Titolo: Annuario scientifico ed industriale 1917

Autore: Lavoro Amaduzzi

Anno Pubblicazione: 1918 Editore: Fratelli Treves Milano Pagine: 536

Collana: Annuario scientifico ed industriale Numero: 54

Copia in vendita presso: La stampa antica, Verona al costo di: € 31,00

Note Autore: Lavoro Amaduzzi (nato a Gaggio Montano, Bologna, il 14/9/1875, morto a Gaggio Montano il 3/1/1931),

curatore dell'edizione del 1917 dell'Annuario Scientifico ed Industriale, si è laureato in fisica a Bologna sotto

la guida di Augusto Righi. Nel 1901, oltre all'insegnamento della fisica in istituti superiori, è nominato, a

Bologna, assistente del Righi. Nel 1906 ottiene la libera docenza in fisica sperimentale e dal 1910 viene

incaricato dalla Facoltà di Scienze di supplire il Righi nella cattedra durante i lavori del Senato. Mantiene

l'ufficio di supplenza fino al 1920, anno della morte del Righi, tenendo contemporaneamente a Bologna e

Ferrara corsi universitari di meteorologia, fisica complementare, fisica superiore e fisica sperimentale.

Diviene poi direttore dell'Istituto fisico di Bologna e, nel 1923, vince il concorso per professore di fisica

sperimentale nella Università libera di Ferrara. Nel Novembre del 1925 viene chiamato dalla Regia Università

di Parma ad occupare la cattedra di fisica sperimentale e rimane in questo incarico, divenendo nel 1928 anche

preside della Scuola di Farmacia, fino alla sua morte.

I lavori sperimentali dal 1906 al 1923 furono eseguiti nella maggior parte nell'Istituto fisico dell'Università di

Bologna. Essi riguardano principalmente: la scarica elettrica nei corpi cattivi conduttori, nei liquidi e nei gas

ad alte e basse pressioni, l'effetto Hallwachs, il comportamento fotoelettrico del Selenio, la misura dei

potenziali elettrici elevati (per la quale costruì un elettrometro), la dilatazione termica residua e la

magnetoionizzazione delle fiamme. Nel periodo di permanenza a Ferrara e Parma la sua attività si rivolse

specialmente al confronto tra la visione monoculare e binoculare e allo studio dell'effetto della luce sulla

resistenza elettrica del Selenio, dello Zolfo e delle miscele Selenio-Grafite e Zolfo-Grafite.

Oltre alle monografie relative alle sue esperienze di fisica, Amaduzzi ha pubblicato testi di fisica per le scuole

medie e dal 1903 diviene collaboratore dell'Annuario Scientifico ed Industriale e poi, dal 1914, assume la

direzione di tutto l'Annuario.

Note Testo: Informato al proposito di "presentare uno specchio dei lavori scientifici dell'anno a tutti coloro che, dopo aver

fatto il corso ordinario degli studi si sono dati ad occupazioni poco o niente scientifiche, e che pure serbano il

desiderio di sapere a che punto sono le scienze" (Michele Lessona, Prefazione, 1864), l'«Annuario scientifico

e industriale», edito dal 1864 al 1927 dapprima dagli Editori della Biblioteca Utile e poi dai F.lli Treves e

diretto per lunghi anni da Francesco Grispigni e Luigi Trevellini, vuole offrire ai propri lettori un sunto dei

progressi raggiunti nei diversi rami della scienza, raccogliendo e mettendo in luce il lavoro degli scienziati

italiani, anche grazie "alla cooperazione di corpi scientifici e ministeri che traggono comunicazioni e notizie

in buona data" (Prefazione, 1865). Astronomia e meteorologia, fisica, chimica, zoologia e antropologia,

botanica, geologia, mineralogia, paleontologia, medicina e chirurgia, archeologia e storia patria, agricoltura,

meccanica, applicazioni scientifiche alle arti industriali, ingegneria e lavori pubblici, arte militare, statistica e

geografia sono le materie trattate nelle varie sezioni in cui, senza variazioni di nota nel corso dei suoi lunghi

anni di pubblicazione, viene organizzata la compilazione dell'«Annuario».

Nell'Annuario del 1917 in particolare risultano molto interessanti le trattazioni relative a:

- Il principio di relatività ristretta e generale (quest'ultimo enunciato da Einstein appena due anni prima) che

vengono trattati matematicamente e con riferimento alle prime prove sperimentali (moto dei perielii) e con il

suggerimento di provare l'incurvamento di un raggio luminoso, previsto dalla teoria, utilizzando la luce di una

stella che dovrebbe quindi apparire spostata rispetto alla sua reale posizione.

- I progressi nelle comunicazioni radio, che sono ancora limitati alla radiotelegrafia, ma in cui cominciano ad

apparire le valvole (o "audion", come venivano allora anche chiamate) a tre elettrodi. Da quanto descritto

appare comunque che non è ancora stata introdotta la modulazione di ampiezza e che uno dei problemi da

risolvere è quello di trasformare un segnale radio ad onda continua, la cui presenza od assenza nel tempo

determina i simboli punto e linea dell'alfabeto morse, in un segnale acustico da ascoltare in cuffia. Altre

tecniche che si cominciano ad affrontare sono quelle delle antenne direttive (principalmente per dare una

mano ai problemi di sintonia) e del multiplexing dei segnali sui cavi (ossia, perché non usare nei cavi le stesse

tecniche di sintonia che si usano in radiotecnica?).

Note Volume: Formato 18x11. Rilegatura non editoriale. 49 incisioni nel testo e una tavola con foto di nebulose in bianco e

nero fuori testo.

Catalogo 81

Argomento: Vari

Titolo: Annuario scientifico ed industriale 1918

Autore: Lavoro Amaduzzi

Anno Pubblicazione: 1919 Editore: Fratelli Treves Milano Pagine: 526

Collana: Annuario scientifico ed industriale Numero: 55

Copia in vendita presso: La stampa antica, Verona al costo di: € 31,00

Note Autore: Lavoro Amaduzzi (nato a Gaggio Montano, Bologna, il 14/9/1875, morto a Gaggio Montano il 3/1/1931),

curatore dell'edizione del 1918 dell'Annuario Scientifico ed Industriale, si è laureato in fisica a Bologna sotto

la guida di Augusto Righi. Nel 1901, oltre all'insegnamento della fisica in istituti superiori, è nominato, a

Bologna, assistente del Righi. Nel 1906 ottiene la libera docenza in fisica sperimentale e dal 1910 viene

incaricato dalla Facoltà di Scienze di supplire il Righi nella cattedra durante i lavori del Senato. Mantiene

l'ufficio di supplenza fino al 1920, anno della morte del Righi, tenendo contemporaneamente a Bologna e

Ferrara corsi universitari di meteorologia, fisica complementare, fisica superiore e fisica sperimentale.

Diviene poi direttore dell'Istituto fisico di Bologna e, nel 1923, vince il concorso per professore di fisica

sperimentale nella Università libera di Ferrara. Nel Novembre del 1925 viene chiamato dalla Regia Università

di Parma ad occupare la cattedra di fisica sperimentale e rimane in questo incarico, divenendo nel 1928 anche

preside della Scuola di Farmacia, fino alla sua morte.

I lavori sperimentali dal 1906 al 1923 furono eseguiti nella maggior parte nell'Istituto fisico dell'Università di

Bologna. Essi riguardano principalmente: la scarica elettrica nei corpi cattivi conduttori, nei liquidi e nei gas

ad alte e basse pressioni, l'effetto Hallwachs, il comportamento fotoelettrico del Selenio, la misura dei

potenziali elettrici elevati (per la quale costruì un elettrometro), la dilatazione termica residua e la

magnetoionizzazione delle fiamme. Nel periodo di permanenza a Ferrara e Parma la sua attività si rivolse

specialmente al confronto tra la visione monoculare e binoculare e allo studio dell'effetto della luce sulla

resistenza elettrica del Selenio, dello Zolfo e delle miscele Selenio-Grafite e Zolfo-Grafite.

Oltre alle monografie relative alle sue esperienze di fisica, Amaduzzi ha pubblicato testi di fisica per le scuole

medie e dal 1903 diviene collaboratore dell'Annuario Scientifico ed Industriale e poi, dal 1914, assume la

direzione di tutto l'Annuario.

Note Testo: Informato al proposito di "presentare uno specchio dei lavori scientifici dell'anno a tutti coloro che, dopo aver

fatto il corso ordinario degli studi si sono dati ad occupazioni poco o niente scientifiche, e che pure serbano il

desiderio di sapere a che punto sono le scienze" (Michele Lessona, Prefazione, 1864), l'«Annuario scientifico

e industriale», edito dal 1864 al 1927 dapprima dagli Editori della Biblioteca Utile e poi dai F.lli Treves e

diretto per lunghi anni da Francesco Grispigni e Luigi Trevellini, vuole offrire ai propri lettori un sunto dei

progressi raggiunti nei diversi rami della scienza, raccogliendo e mettendo in luce il lavoro degli scienziati

italiani, anche grazie "alla cooperazione di corpi scientifici e ministeri che traggono comunicazioni e notizie

in buona data" (Prefazione, 1865). Astronomia e meteorologia, fisica, chimica, zoologia e antropologia,

botanica, geologia, mineralogia, paleontologia, medicina e chirurgia, archeologia e storia patria, agricoltura,

meccanica, applicazioni scientifiche alle arti industriali, ingegneria e lavori pubblici, arte militare, statistica e

geografia sono le materie trattate nelle varie sezioni in cui, senza variazioni di nota nel corso dei suoi lunghi

anni di pubblicazione, viene organizzata la compilazione dell'«Annuario».

In particolare nell'Annuario del 1918, pubblicato ovviamente nel 1919 e quindi subito dopo la fine della guerra,

molti degli argomenti trattati scaturiscono dagli effetti che la guerra ha prodotto. Il primo degli argomenti

trattati nel capitolo "Medicina e Chirurgia" è infatti "L'epidemia d'influenza". Questa non è ancora stata

battezzata "Spagnola" ed il contenuto dell'articolo dimostra in modo drammatico la notevole mancanza di

conoscenze sul problema. Da parte della gran maggioranza degli studiosi si ritiene che la malattia sia di

origine microbiologica e gli studi sono orientati alla ricerca, che taluni pensano di aver concluso con

successo, del microbo patogeno responsabile. Le opinioni sono comunque molto contrastanti e si comincia a

dire "probabilmente l'agente dell'influenza è un microrganismo non coltivabile, potrà essere un virus filtrabile".

L'influenza della guerra sull'Almanacco è anche evidenziata dall'introduzione di un apposito nuovo capitolo

dal titolo "Provvidenze di guerra" che tratta principalmente di protesi degli arti mutilati, di interventi e protesi

estetiche per ferite deturpanti, ma anche di scuole di rieducazione per gli invalidi di guerra, nelle quali

vengono insegnati mestieri che possono permettere per costoro un nuovo inserimento sociale lavorativo.

Fanno parte di questo argomento alcune toccanti foto che mostrano nei rispettivi laboratori gli allievi sarti,

calzolai, falegnami, tornitori in legno e ferro, dattilografi e ciclisti (?!). Al di fuori dell'argomento guerra è poi

interessante la descrizione di una esperienza di laboratorio di Maiorana per la verifica del secondo postulato

della relatività.

Note Volume: Formato 18x11. Rilegatura non editoriale. 37 incisioni nel testo e 4 tavole con foto in bianco e nero fuori testo.

Catalogo 82

Argomento: Scienze Naturali

Titolo: Histoire Naturelle

Autore: J. Langlebert

Anno Pubblicazione: 1902 Editore: Delalain freres Paris Pagine: 639

Collana: Cours élémentaire d'études scientifiques Numero: 8

Copia in vendita presso: Librairie Pierre Miara al costo di: € 20,00

Note Autore: Non è stato possibile reperire informazioni su J. Langlebert ad eccezione di quanto riportato sul volume in

oggetto, ossia che fu professore di scienze fisiche e naturali e dottore in medicina. Nella collana del volume in

oggetto J. Langlebert ha pubblicato anche i testi di Chimica e Fisica.

Note Testo: Il volume copre il corso di scienze naturali per le scuole secondarie comprendendo i capitoli relativi alle

materie: Zoologia, Botanica, Geologia e Paleontologia. Il volume risulta sufficientemente aggiornato. Ad

esempio nel capitolo della Paleontologia contiene una descrizione della teoria dell'Origine delle Specie, che

Darwin enunciò la prima volta nel 1859 e rielaborò a lungo fino al 1871. Purtuttavia J. Langlebert non ritiene

che questa teoria sia applicabile anche all'uomo e preferisce rifarsi alla definizione biblica "Dio creò l'uomo a

sua immagine". Malgrado ciò nel capitolo relativo alla Zoologia J. Langlebert suddivide gli uomini in razze e

ne fa intendere una certa scala di valori quando afferma che la razza bianca o caucasica è "notevole per la

potenza della sua intelligenza", mentre la razza nera o africana viene marcata con un "il suo angolo facciale

non supera i 70° - 75°", che viene fatto intendere come fatto negativo.

Note Volume: Formato 18 cm x 11,5 cm. 683 incisioni in bianco e nero nel testo. Rilegatura non editoriale.

Catalogo 83

Argomento: Matematica/Logica

Titolo: Logica

Autore: Jevons William Stanley

Anno Pubblicazione: 1920 Editore: Ulrico Hoepli Milano Pagine: 175

Collana: Manuali Hoepli Numero:

Copia in vendita presso: Libreria Bei Tomi, Bologna al costo di: € 22,00

Note Autore: Liverpool 1835, Hastings 1882. Economista e filosofo inglese, studiò chimica e matematica a Londra. Nel 1853

andò in Australia per dedicarsi a studi meteorologici, dove conobbe Adamo Smith e cominciò ad interessarsi

di problemi economici e sociali. Nel 1859 tornò a Londra e si dedicò a studi di logica e di economia politica,

conseguendo la laurea. È considerato uno dei padri della scuola soggettivistica, o psicologica, dell'economia.

Durante la sua vita fu noto soprattutto per gli scritti di logica e di economia applicata. Oggi è più noto per i

suoi studi di teoria pura. Jevons pensava che le leggi economiche avrebbero potuto essere ridotte a pochi

principi, formulati in termini matematici, e che questi principi avrebbero dovuto essere desunti dai grandi

impulsi della condotta umana : i sentimenti di piacere e di sofferenza. Egli definisce il "valore" come

interamente dipendente dalla "utilità" e non dal costo di produzione. L'utilità è da lui definita come l'attitudine di

un oggetto a procurare piacere o ad evitare un dolore. Essa, quindi, è un fatto psicologico, non una qualità

intrinseca del bene, ma un semplice rapporto fra soggetto ed oggetto. Partendo dall'ipotesi della decrescenza

dei bisogni, man mano che vengono soddisfatti, egli arriva alla conclusione che , un aumento della quantità, fa

diminuire il grado finale di utilità. Ed è questo che determina direttamente il valore dei beni di consumo ed

indirettamente quello dei beni strumentali per la loro produzione. Questa teoria può essere considerata come

un classico esempio dell'utilitarismo inglese.

Note Testo: La logica descritta in questo volume è la logica classica, evolutasi in ambiti filosofici, relativa al ragionamento

ed al linguaggio. Si parla quindi di ragionamenti, sillogismi, deduzioni, ..ecc. Non è fatto alcun cenno alla

logica matematica.

Note Volume: Formato in 16°. Rilegatura editoriale. 15 grafici in bianco e nero nel testo.

Catalogo 84

Argomento: Astronomia/Cosmologia

Titolo: Le destin des étoiles

Autore: Svante Arrhénius

Anno Pubblicazione: 1921 Editore: Librairie Félix Alcan Pagine: 224

Collana: Nouvelle Collection scientifique Numero: 34

Copia in vendita presso: Le livre. Com al costo di: € 25,00

Note Autore: Wikipedia:

Svante August Arrhenius (Vik, 19 febbraio 1859 – Stoccolma, 2 ottobre 1927) è stato un chimico e fisico

svedese, premio Nobel per la chimica nel 1903 per la sua teoria sul trasferimento di ioni visti come

responsabili del passaggio di elettricità. Nel 1860 i genitori decisero di trasferirsi a Uppsala dove il ragazzo

crebbe e frequentò le scuole della Cattedrale, avendo un bravo insegnante di fisica. Qui manifestò interesse al

calcolo aritmetico e, successivamente, per la matematica e la fisica, una volta giunto alle scuole superiori.

Nel 1876 si iscrisse all'Università di Uppsala per studiarvi matematica, chimica e fisica. Su suggerimento dei

vari insegnanti di quest'ultima materia, si trasferisce all'Accademia delle Scienze di Stoccolma sotto la guida

del professore E. Edlund. Le sue ricerche lo portarono a studiare le affinità tra la chimica e l'elettricità

(un'affinità già sospettata da Berzelius) elaborando la tesi di dottorato sul passaggio di elettricità attraverso le

soluzioni. L'idea che stava alla base del suo lavoro era che fossero gli ioni i responsabili del fenomeno

dell'elettrolisi: un'idea che, in occasione della sua dissertazione alla facoltà di Uppsala, non convinse la

comunità scientifica. Con le sue idee controverse, presto divenne un giovane ricercatore, sorprendendo

sempre di più i personaggi di spicco dell'ambiente scientifico dell'epoca. Nel 1884 ricevette la cattedra di

chimica fisica, fino a quel momento inesistente in Svezia. Nel 1889 formulò l'equazione di Arrhenius che

metteva in relazione la costante di velocità con la variazione di temperatura. La stessa comunità scientifica non

mancò comunque di premiare nel 1903 le sue idee: in quell'anno, Arrhenius vince il premio Nobel per la

chimica grazie alla sua teoria sul trasferimento di ioni visti come responsabili del passaggio di elettricità. Ora

i suoi interessi era presi dalla chimica dell'atmosfera, un campo nel quale studiò l'incidenza della CO2 sul

clima, alla fisica cosmica e all'astrochimica, ambito nel quale rimase famosa la sua ipotesi che fosse la

pressione della radiazione stellare a diffondere nell'universo il fenomeno vita sotto forma di spore, una teoria

nota oggi con il nome di panspermia. Negli ultimi anni della sua carriera si dedicò alla divulgazione

scientifica scrivendo libri che vennero presto tradotti in molte lingue. Nel 1902 fu insignito della Medaglia

Davy.


Note Testo: Gli argomenti affrontati nel volume da Svante August Arrhenius sono i più disparati, come si può verificare dal

seguente indice dei capitoli dell'opera:

1 - L'enigma della via lattea.

2 - Influenza del vapore d'acqua sui climi.

3 - Atmosfera e costituzione dei corpi stellari (a scanso di equivoci l'autore

per "corpi stellari" intende i pianeti).

4 - La chimica dell'atmosfera.

5 - Il pianeta Marte.

6 - Mercurio, la Luna e Venere.

7 - Le origini del culto delle stelle.

Nel volume ogni argomento è trattato facendo ricorso sia alle conoscenze consolidate, ma non sempre

definitive, che ai risultati delle ricerche più recenti. Parlando perciò di Marte vengono menzionati i "canali" che

Schiapparelli presumeva di aver scoperto, ma queste affermazioni vengono messe in discussione con

ricerche più recenti che sono in grado di metterle in dubbio.

Note Volume: Formato in 12°. Brossura editoriale. 19 piantine e illustrazioni in bianco e nero fuori testo.

Catalogo 85

Argomento: Computer/Informatica

Titolo:



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