Burkina faso



Download 9.72 Kb.
Date conversion29.04.2016
Size9.72 Kb.

BURKINA FASO

Paese senza coste, il Burkina Faso è uno dei territori della fascia del Sahel, a sud del Sahara. I fiumi Volta Nero, Volta Bianco e Volta Rosso irrigano l'altipiano, che produce arachidi e cotone destinati all'esportazione. I culti africani tradizionali sono maggioritari. Vi è inoltre un 30% di musulmani e un 10% di cristiani. Il francese è la lingua ufficiale; le lingue più parlate sono mossi, bobo e gurmantché, oltre al dioula, la lingua del mercato. La popolazione è di 12 milioni di abitanti su un territorio di poco inferiore all’Italia. La speranza di vita è di soli 49 anni. La capitale dello stato è Ouagadougou, altra città importante è Bobo-Dioulasso.



STORIA


Durante il secolo XI, l'aristocrazia guerriera del popolo “mossi” si impose sugli altri popoli della regione. Con il popolo vicino “mande” seppe resistere ai tentativi di assorbimento attuati dagli imperi del Mali e di Songhai (Mali e Guinea) e alle invasioni dei fulani nei secoli XVIII e XIX. Tra il 1895 e il 1904 le truppe francesi devastarono il paese, che fu chiamato Alto Volta e inserito nella colonia dell'Alto Senegal-Niger. Nel 1916 vi fu un'insurrezione, repressa ferocemente. Milioni di persone emigrarono, soprattutto in Ghana. Nel 1919 il paese fu scorporato dalla colonia e scomparve dalle carte geografiche. Gli abitanti vennero deportati in massa in Costa d'Avorio e messi ai lavori forzati nelle piantagioni. L'Alto Volta fu ricostituito come colonia separata nel 1947. Non aveva un ruolo produttivo diretto all'interno della divisione internazionale del lavoro: doveva produrre solo manodopera per i lavori forzati o uomini per l'esercito francese in guerra nelle colonie.

Nel 1960 il paese divenne indipendente. Nel 1982 un giovane ufficiale, Thomas Sankara, prese il potere. Cambiò il nome del paese in Burkina Faso, "Terra degli uomini integri" e decretò una moralizzazione diffusa.

Nell’87 Sankara venne ucciso, lo sostituì il suo vice, Blaise Compaoré, che aprì all'iniziativa privata e ai capitali stranieri. La svalutazione del franco CFA nel gennaio 1994 e la progressiva desertificazione del territorio (il paese fa parte della “zona del Sahel”) contribuirono a mantenere il paese fra i più poveri al mondo.

MISSIONARI LODIGIANI IN BURKINA FASO

Fratel Luise Vincenzo – Camilliano, napoletano di nascita, ma “adottato” dal gruppo “Africa Chiama” di Sant’Angelo Lodigiano. L’amicizia tra Fratel Luise e il gruppo santangiolino, è nata venticinque anni fa in Burkina. Fratel Vincenzo ha sempre nutrito una venerazione per P.Giovanni Malinverni che era di casa presso il Centro dei padri Camilliani a Ouagadougou in quanto bisognoso di cure mediche.


I volontari del gruppo, durante le visite effettuate in Burkina, colpiti dalla vivace personalità e dall'attività instancabile di Fratel Vincenzo, si sono subito impegnati per l'invio di medicinali a favore dei malati di lebbra. Sono state soddisfatte poi altre richieste come quella di dotare il lebbrosario di un'attrezzatura moderna in acciaio inox. Tutti gli anni quando Fratel Vincenzo torna in Italia trova il tempo di passare alcuni giorni a Sant’Angelo per ringraziare gli amici ed anche per reperire materiale di cui necessita.

Fratel Luise Vincenzo, vive a Ouagadougou, da più di venticinque anni e si dedica all’assistenza dei lebbrosi. Fin da giovane ha scelto di curare i malati. Per questo decide di farsi frate e di diventare infermiere. Lavora per diversi anni negli ospedali di Roma, prima di trasferirsi, negli anni settanta, nella città di Sora, presso l'Istituto San Camillo de Lellis in Valleradice, come assistente dei ragazzi. Poi, nel 1977, si diploma in lebbrologia a Barcellona e nell'anno seguente parte per l'Alto Volta (oggi Burkina Faso), insieme ad altri confratelli, per dedicarsi ai "più poveri tra i poveri". Nel dispensario dove ora vive, Fratel Vincenzo, aiutato dai suoi assistenti, cura circa ottocento lebbrosi e presta assistenza a quattrocento anziani abbandonati dalle famiglie. Ma negli ultimi anni, si è trovato a dover far fronte a migliaia e migliaia di malati di Aids, malattia che ha colpito circa l'ottanta per cento della popolazione del paese africano. Questi ammalati muoiono a migliaia, in silenzio, emarginati e lasciati soli nelle discariche di rifiuti. Nessuno li vuole, tutti li allontanano; la gente comune, le istituzioni politiche e le strutture sanitarie locali li depositano, moribondi, nella spazzatura. Vite che non hanno valore, dannose per la comunità, vite da buttare. E così nell'indifferenza generale interi villaggi ed intere famiglie sono distrutte, i cimiteri non bastano più, la morte non si ferma un solo istante. Fratel Vincenzo non si scoraggia e ogni giorno parte per addentrarsi nella savana e prestare le cure mediche ai malati che a centinaia lo aspettano nei villaggi. Fratel Vincenzo potrebbe essere definito un “operatore di strada”. Infatti lui i suoi assistiti non li trova nei recinti ospedalieri, ma se li va a cercare, di casa in casa, di vicolo in vicolo.



Con il Servizio Adozioni Fratel Vincenzo ha potuto sostenere le spese per le cure di una ventina di lebbrosi dal 2001 fino ad oggi.
PRESENZA CITTADINI DEL BURKINA IN PROVINCIA DI LODI

Poche unità concentrate in due località


The database is protected by copyright ©essaydocs.org 2016
send message

    Main page